Zabala - Track 12 - Ninna nanna del maggio

When I was a kid, May was by far my favorite month. The days got longer, and you could play in the backyard until late at night. May in Italy is also the month of Mary. A time of the year in which families pray the rosaries, that I always tried to avoid. My parents left me a lot of freedom and despite having soon reached a strong detachment from religion, I have always remained tied to that spirituality and faith that are charity and caress as in a sweet lullaby. There is a passage in the song that I am very attached to:
“I pray Jesus to take the pain away
That the fishermen do not get lost in the sea
That there is a place for those who die to go
I pray Jesus to be able to find you".
This ending makes me think of my great friend Franz, and of praying to find him sooner or later in a seaside town.

 

Ninna nanna del maggio

words & music by Andrea Parodi

 

Penso alle domande e alle risposte
Penso al mare, alla nave e alle sue rotte
A te bambina che correvi nel cortile
come una farfalla e le tue ali sotto il sole
Sento il vento accarezzare i fili d’erba
O è qualcuno che li muove da lassù
Che li pettina e ti sfiora sulla schiena
E nella luna vedo il volto di Gesù

Ninna nanna Ninna e…
Ninna nanna Ninna a…

Questa sera io ti ho acceso una candela
Sto pregando per la tua gioia e la speranza
E adesso dormi tra le braccia di Maria
E adesso dormi mia dolcissima Costanza
Prego Gesù di portare via il dolore
Che i pescatori non si perdano nel mare
Che ci sia un posto dove andare per chi muore
Prego Gesù di poterti ritrovare

Ninna nanna Ninna e…
Ninna nanna Ninna a…

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll
– upright bass
Brannen Temple – drums
Luke Jacobs – nylon guitar
Ali Razmi – setar
Bocephus King – vocals, whistle, percussions, xylophone, electric guitar
Claudia Buzzetti – vocals


"Ninna nanna del maggio" is track n.12 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 11 - Maya dei girasoli

Over the past few months, I have released this song as a wish to students who went back to school in person after remote learning due to the pandemic. We are living in a time of severe limitations and renunciations. A time suspended, subtracted, that will not be given back to us. This song is an invitation to never stop dreaming, marveling, and hoping. We made a video with the illustrations of Elisabetta Ferrari and with the images of my sons Woody and Geordie, with their lively and smiling eyes that light up in front of the moon in the sky and the hill that changes color.

 

Maya dei girasoli

words & music by Andrea Parodi

 

Ad ogni angolo dei tuoi sogni
Quando il treno ha lasciato la stanza
Per ogni volto che abbiamo incrociato
Per quelle lacrime che non sono abbastanza

Per quel giorno che verrà
Con la pioggia che batteva sul porto
Per ogni promessa, per ogni attesa
Per ogni Cristo che abbiamo risorto

Per quella scala che si alza nel cielo
Per quel cappello che indossavi al contrario
Per questa scatola nera
Tutti zitti si alza il sipario

E in queste giornate d’autunno
Ci si sente così soli
Chiudi gli occhi, 1,2,3… corri con Maya… dei girasoli
E la zucca comincia a parlare
“arrenditi menestrello”
Il pettirosso si appoggia sul faggio
E la volpe, la volpe, scavalca il cancello

Per il tuo primo sorriso al mattino
Per questa torta di mele fumante
Per quel cappotto senza un bottone
Per quel pezzo di luna mancante

Questa tovaglia che fa già Natale
La birra rossa con le castagne
Metti un altro legno nel fuoco
La prima neve sulle montagne

Per gli ulivi e i filari di vite
Per la collina che cambia colore
Per le canzoni intorno al falò
Per tutti i racconti, per il tuo stupore

E in queste giornate d’autunno
Ci si sente così soli
Chiudi gli occhi, 1,2,3… corri con Maya… dei girasoli
E la zucca si azzittisce di colpo
Volano i corvi intorno al castello
Il pettirosso raggiunge la volpe
E la volpe, la colori di rosso col tuo pastello

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll
– bass
Brannen Temple – drums
Luke Jacobs
– acoustic guitar
David Immerglück – mandolin
Radoslav Lorković – piano and accordion
Paolo Ercoli – pedal steel
Claudia Buzzetti – vocals
Raffaele Kohler – trumpet


"Maya dei girasoli" is track n.11 of the album Andrea Parodi Zabala


 

Zabala - Track 10 - E' solo un fiore

One of the first stories I’ve ever read as a child was the one about Margherì, a woman who withered and died at the end of spring. Eventually the story has a happy ending. As a matter of fact, the following spring Margherì would be born again. but I did not accept this so-called happy ending. I wanted that Margherì, not a reborn Margherì. The whole meaning of life lies in this small passage. Life is just a flower. Beautiful, fragile, defenseless. What we can do is be careful not to step on it, protect it, paint it, sing it.

 

È solo un fiore

words & music by Andrea Parodi

 

È solo un fiore, è solo un fiore, è solo un fiore

È solo un fiore che si lascia calpestare
I tuoi occhi e le tue gambe nella sera
È la luna che passeggia sopra il mare
I silenzi che diventano preghiera

È solo un fiore, è solo un fiore, è solo un fiore

È guardare la tua donna mentre dorme
E il tempo non bastava mai
Un grembiule abbracciato a un’uniforme
So che tu ritornerai

È solo un fiore, è solo un fiore, è solo un fiore

Fare finta di essere normale
L’odore della pioggia nei prati
Con tua figlia la notte di natale
A pettinare i suoi capelli bagnati

È solo un fiore, è solo un fiore, è solo un fiore

Con le margherite la primavera
I colori dell’aria la mattina
La tua prima maglietta di calcio vera
Il profumo del pane e della benzina

È solo un fiore, è solo un fiore, è solo un fiore

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll
– bass
Brannen Temple – drums
Luke Jacobs
– acoustic guitar
David Immerglück – electric guitar
Alex Valle – pedal steel, acoustic guitar
Tim Lorsch – strings
Radoslav Lorković – wurlitzer
Claudia Buzzetti – vocals


"È solo un fiore" is track n.10 of the album Andrea Parodi Zabala


Zabala - Track 09 - Tutti i pesci del mare

“Wake her up with a smile and the ray of sunshine, which filters through the shutters on her pillow
Wake her up with the scent of rosemary, with coffee in the air, with a violin
And fields full of snow and sunflowers, let her fall in love, let her fly”.
A hymn to life and beauty and the daily search for light and fullness.

 

Tutti i pesci del mare

words & music by Andrea Parodi

 

Svegliala con il sorriso e con il sole
Che filtra dalle persiane sul suo guanciale
Svegliala col profumo del rosmarino
Con il caffè nell’aria, con un violino

E se la vedi giù tienile la mano
Accarezzale la fronte piano piano

Dalle prati verdi su cui rotolare
Falle venire voglia di cantare
E canta insieme a lei a squarciagola
Non farla sentire mai da sola

E se la vedi stanca falla sedere
Se è triste dalle da bere

Falle trovare sempre vicino agli occhiali
Per sentirsi più leggera due piccole ali
E campi pieni di neve e girasoli
Lascia che si innamori, lascia che voli

Mano nella mano ti verremo a cercare
Nella cappella di San Francesco fatti trovare
Nei boschi, lungo i fiumi e in riva al mare
Nei crepuscoli, nei vicoli, fino all’altare

Un coro di angeli comincerà a cantare
Insieme a tutti i pesci del mare

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll
– bass
Brannen Temple – drums
Bradley Kopp
– acoustic guitar
Joel Guzman
– hammond B3
David Immerglück
– mandolin
Carrie Rodriguez
– violin
Radoslav Lorković
– wurlitzer
Alex Kid Gariazzo
– electric guitar
Claudia Buzzetti
– vocals
Geordie Parodi
– vocals


"Tutti i pesci del mare" is track n.09 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 08 - Brasile

Ballads have the power to tell stories that would otherwise need an entire movie to be explained, in mere minutes. I am very fascinated by this type of writing which has important references to songs such as Pancho & Lefty and Il Bandito e il Campione. Eric Taylor was a master at writing these ballads. I remember the night I played the song Brasile in front of him and Luigi Grechi, an Italian songwriter, at one of Townes Van Zandt's legendary after-festivals at the Amandla Pub in Italy. That night, my friend Samuele fell in love with this song. Since then, every time I play this song, I dedicate it to him. As he had said that I should have Neilson Hubbard produce it. And no sooner said than done, Neilson twisted this song into a mystery about a surreal journey from the port of Livorno to that of Rio De Janeiro. The journey of a man who decides to start a new life in a remote land. But the past always comes knocking as he has to return to Italy. As he is sentenced to prison in Verona. But that mysterious land had entered so deeply into him that his cellmates and warders called him Brazil. And at the end of the story there is still time for a daring escape in search of freedom and another new life.

 

Brasile

words & music by Andrea Parodi

 

L'ombra del vento è un assassino che ha ceduto al suo dolore
Si è sdraiata dove passa il treno a pochi passi dal tuo cuore
Luigi parla poco e quando parla non ti dice cosa fare
Ti è rimasta soltanto quella pipa e una casa da pagare
Miralo bene, colpisci da lontano
Respira, trattieni il fiato, tieni ferma la tua mano

A Livorno mi venne incontro un uomo vestito da serpente,
Occhi rossi, grossi anelli, poca barba e nemmeno un dente
Mi offrì da bere e un lavoro sulla nave "Grazia di Dio"
Dopo tre mesi arrivammo in Brasile nel porto di Rio
E i bambini ci venivano incontro come si va incontro alla vita
E le madri sulle porte, le caviglie gonfie e i rosari fra le dita

Dopo tre anni mi consegnarono una lettera che arrivava da Verona
Dovevo costituirmi per omicidio di persona
È febbraio ed è l'ultima volta che vedo questo mare
Non è mai il momento giusto per fermarsi a ricordare
Non conosco mio padre e non l'ho mai cercato
Ma conservo ancora lo sguardo e la voce che mi ha dato

Non importa più chi sono se sia marzo o aprile
I compagni di cella mi chiamano Brasile
Gli racconto del profumo del cacao e del caffè
e di questa strana nostalgia che non sanno cos'è
Il tetto del cielo infinito di questo viaggio,
la tristezza finirà domattina dentro un altro tatuaggio

Ettore ha ammazzato sua sorella o l'ha aiutata a dormire
Sono mesi che studia un piano infallibile per farci uscire
Proprio oggi ho ricevuto un'altra lettera e la mia vecchia pipa
Non mi sento di aprirla, fumavo sì, ma in un'altra vita

E domani riusciremo a fuggire e sarà un grande giorno
Chissà se mi aspetta un'altra nave al porto di Livorno
I miei compagni li hanno presi a metà galleria
E ora mi restano la mia ombra e una faina a farmi compagnia
Guarda avanti, non puoi più tornare indietro
Striscia nudo in mezzo al fieno, ché questa notte taglia più del vetro

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll
– bass
Brannen Temple
– drums
Neilson Hubbard
– piano
Eamon McLouglin
– violin
Juan Solorzano
– pedal steel
Mixed by Neilson Hubbard
Engineered by Dylan Alldredge


"Brasile" is track n.08 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 07 - C'è (che non ne scrivo mai canzoni d'amore)

Songwriters: the sadder, the better. Townes Van Zandt and Claudio Lolli, just to name two. My repertoire of songs is divided between heart-wrenching poems, and fictional stories and ballads. I hardly wrote love songs in the past. Then Elena came like a raging river in my life. Like a shooting star in the storm. We moved in together into our house in Figino Serenza, near lake Como, and shortly after we discovered that Woody was coming. "There is someone who is coming. We will give him love and the rest we will learn along the way ". When we returned from Texas we eventually got married in Italy, in 2015. In the woods of a place that has always had a special meaning to me. As it has always hosted the summer Festival de “L’Unità”. Many years ago, when we still didn't know each other, I happened to meet Elena's gaze at Festa dell’Unità. I still remember the feeling. It was impossible to explain it in words without music. So, I wrote a love song about that very same feeling.

 

C'è

(che non ne scrivo mai canzoni d'amore)

words & music by Andrea Parodi

 

C’è che cambia tutto
C’è il sole che è più bello e quando piove piove di brutto
C’è che non cambia niente
C’è che ti amo infinitamente

C’è la primavera
C’è che non mi innamoro più ogni sera
C’è che ci sei solo tu in tutti i miei pensieri
C’è che l’ho sempre saputo che c’eri

E qualche volta ho voluto bene alla mia città
Se t’incontravo per strada o alla festa dell’Unità
C’è la luna piena
C’è la tua mano tutte le notti lungo la mia schiena

C’è una stella cadente nel temporale
C’è il profumo della cena per le scale
C’è che c’è qualcosa che sta arrivando
E gli daremo amore e il resto lo stiamo imparando

Da questa finestra vedremo le stagioni passare
C’è la tua nonna che sorride alla mia, ci stanno a guardare
C’è che la mia vita ha tutto un altro sapore
C’è che non ne scrivo mai di canzoni d’amore

C’è che cambia tutto
C’è il sole che è più bello e c’è luce dappertutto
Sai che c’è: non cambia niente
C’è che ti amo, solamente

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll – bass
Brannen Temple – drums
Luke Jacobs – acoustic guitar
Joel Guzman – hammond B3
Flaviano Braga – accordion
Brian Mitchell – piano
Radoslav Lorković – intro/outro piano
Paolo Ercoli – dobro
Bocephus King – electric guitar and vocals
Luciano Macchia – trombone
Raffaele Kohler – trumpet
Claudia Buzzetti – vocals
Woody Parodi – vocals
Figino’s birds


"C'è (che non ne scrivo mai canzoni d'amore)" is track n.07 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 06 - Se vedessi la baia ora

I wrote this song on Monday November 15th, 2004 at 5 pm in the Baia Flaminia beach in the east coast of central Italy, Pesaro. That beach was always full of young people playing beach tennis, surfing, and eating the traditional piadina flatbread. However, the bay was deserted in autumn, with the boats secured under a huge promontory, and the silence broken only by the song of the seagulls.

 

Se vedessi la baia ora

words & music by Andrea Parodi

 

Se vedessi la Baia ora
L’hanno ripulita
Non ci sono barche in mare
E la spiaggia è dei gabbiani

E i sogni sono solo sogni
E i venti, perfino i venti hanno un nome

Se vedessi la Baia ora
C’è la luce del tuo libro
La legna nel camino
C’è una valigia da rifare

E i sogni sono solo sogni
Cantù è lontana, più di una settimana

E il tempo scorre lento
Nei pomeriggi di novembre
Natale si avvicina
E vorrei poter restare

E i sogni sono solo sogni
E tu, tu non sei più tu

Se vedessi la Baia ora…

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
Angie – bass
Brannen Temple – drums
Alex Kid Gariazzo – acoustic guitars
David Bromberg – slide electric guitars
Radoslav Lorkovic – wurlitzer, accordion
Claudia Buzzetti – vocals


"Se vedessi la baia ora" is track n.06 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 05 - Gabriela y Chava Moreno

I grew up in Cantù, Northern Italy, a few miles from the border to Switzerland. However, the border that has always evoked strong emotions in me is the one between the United States and Mexico. I set this story on the road along the Rio Grande. It is about the journey of a desperate woman who traveled from Las Cruces to Corpus Christi. It is my tribute to those places where flavors and aromas mix with the endless skies and sunsets. Mariachi and nortena music meet folk and rock; one of my favorite songs of all time in this tex mex style is Bob Dylan's, Romance in Durango. And I’m humbled to have Scarlet Rivera's violin along with Joel Guzman's accordion in Gabriela’s journey.

 

Gabriela y Chava Moreno

words & music by Andrea Parodi

 

Guarda come è cresciuta dall’ultima volta
Ha una treccia che le cade sul seno e una storia irrisolta
Mi presento sono Chava Moreno, le piacerebbe ballare
Bevo Tequila Don Julio e vengo dal mare

Pianterò dei pomodori in quel pezzetto di terra
Vicino al fiume Nueces e alla tua stella
Gabriela arrossisce soltanto e poi scompare
Sulla strada che da Las Cruces porta al mare

Ay ay Ayyy…

Matamoros è piena di banche e di donne ai balconi
Chava conobbe le banche, le donne e le sue prigioni
E sua sorella Juana la trovarono vicino al confine
Con la pancia piena di neve per sfamare le sue bambine

E a Sierra Blanca si fermò il vento per lasciarla passare
Entrò all’osteria Las Manitas a bere e mangiare
E la band suonava canzoni dall’antico sapore
Ripensò quando a suo padre Javier si fermò il cuore

Ay ay Ayyy…

Era di maggio quando la vidi o così credo
Indossava un vestito celeste per le vie di Laredo
Gabriela arrossì ed evitò le mie domande
E riprese la strada sterrata che rincorre il Rio Grande

Pianterò dei pomodori in quel pezzetto di terra
Vicino al fiume Nueces e alla tua stella
In quella foto è insieme a Chava e si lascia baciare
A Corpus Christi dove il fiume Nueces cade nel mare

Ay ay Ayyy…

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll – bass
Brannen Temple – drums
David Pulkingham – nylon guitar
Luke Jacobs – acoustic guitar
Andrew Hardin – acoustic guitar
Scarlet Rivera – violin
Joel Guzman – accordion
Raffaele Kohler – trumpet & gritos
Max Malavasi – percussions
Alex Kid Gariazzo – vocals
Claudia Buzzetti – vocals & gritos


"Gabriela y Chava Moreno"is track n.05 of the album Andrea Parodi Zabala


 

Zabala - Track 04 - Where the wild horses run

The story goes that Billy the Kid was killed in Fort Sumner on July 13, 1881 at the hands of Pat Garrett. A month later a man named John Miller married a Mexican woman in Las Vegas, New Mexico. Whoever saw him that day, including the priest who married the couple, swore it was Billy the Kid. Sometime later, the Pecos River overflowed into the Santa Fe cemetery where Billy the Kid was buried, and his body was never found. Each verse of this song is a different testimony of a character that feeds this legend.

Where the wild horses run

words & music by Andrea Parodi - english adaptation by Jono Manson

 

John Miller, walked straight through the town
But the kid was already six feet underground
Holding the hand of a Mexican girl
Blood on his pistol, with a handle, made of pearl
What does it matter if he has another name
I saw it in his eyes and I’d know him all the same
We waved goodbye as he rode out of sight, into the golden west

Hey, lonesome stranger won’t you stop and rest a while
Sit and quench the thirst of a thousand dusty miles
In Quemado, at our humble restaurant
We will pour some wine, and feed you most anything, that you could want
But let’s not speak about our old kitchen hand
He walks burning desert, and he is forever banned
From this place, passed down to me though time, my father’s father’s house

Where the wild horses run
Where the wild horses run
Where the wild horses run
Where the wild horses run

I gave him shelter, and half of my herd
If you think he is an outlaw, I don’t want to hear a word
My name is Jesus and my cattle graze these plains
And since he up and left us, it's just a memory, that remains
But I’ll never tell, so don’t even try to ask
About which trail he’s riding, or the whiskey in his flask
With his crooked shoulder and eyes of piercing blue, like the sky at sunset

Where the wild horses run
Where the wild horses run
Where the wild horses run
Where the wild horses run

I was just a boy, when I shipped off to war
Now I am resurrected, like my father before
Marched into Germany, with a rifle in my hands
I was born in April, without a mother, without a flag, without a land
Indian blood runs through my veins
I was raised by a man, who went by many names
Who always warned me, “Stay clear of that gun, and my old saddle bags"

They call me Isadora and if you are looking for that man
Billy the Kid was my husband, I still wear his wedding band
Sheriffs and bankers tremble, even to this day
There's a notch on his gun for every man, he blew away
My life began back in 1881
A girl without a name, before this story had begun
I was dead and gone, when you brought me back, brought me back from the flames

Where the wild horses run
Where the wild horses run
Where the wild horses run
Where the wild horses run

Là, dove corrono i cavalli
Dove corrono i cavalli
Dove corrono i cavalli
Dove corrono i cavalli


Dove corrono i cavalli

John Miller si presentò all'altare
Un mese dopo il suo funerale
Per mano a una donna messicana
Nell'altra una pistola e una ferita di qualche settimana
Cosa importa se adesso ha un altro nome
L'ho visto negli occhi alla comunione
Lo salutavano fuggire verso l'ovest

Dove corrono i cavalli

Hey forestiero fermati un istante
A Quemado nel nostro ristorante
Avrai la gola secca per la strada polverosa
Ti verseremo del vino e potrai mangiare qualunque cosa
Però non chiedere che fine a fatto il vecchio cuoco
Non temere sa camminare anche nel fuoco
Questo posto era del padre di mio padre e l'ho cacciato

Dove corrono i cavalli

Gli ho dato un tetto e metà del mio bestiame
Non vi azzardate a dire che era un'infame
Mi chiamo Gesù e sono un mandriano
Con lui da queste parti fuorilegge e ladri girano lontano
Non vi dirò mai da che parte è fuggito
E nemmeno il suo whiskey preferito
Con la sua spalla storta e i gli occhi azzurri come il cielo al tramonto

Dove corrono i cavalli

Poco più che ragazzo son partito soldato
E come mio padre son resuscitato
Combattevo in Germania nella grande guerra
Ma ero nato un aprile senza madre, senza bandiera e senza terra
Nelle mie vene scorre sangue indiano
Allevato da un bandito o un mandriano
Mi diceva sempre "Non toccare quel fucile e quel baule"

Dove corrono i cavalli

Il mio nome è Isadora e se cercate quel bandito
Billy the Kid è proprio mi marito
Perciò sceriffi e banchieri cominciate a tremare
C'è una tacca sulla sua pistola per ogni testa che ha fatto saltare
La mia vita cominciò nell'81
Chi ero prima non lo saprà nessuno
Ma ero già morta quando mi hai salvata dalle fiamme

Dove corrono i cavalli


Credits

Joe Ely – vocals (priest)
Ryan Bingham – vocals (restaurant owner)
Greg Brown – vocals (cowboy Jesus)
James McMurtry – vocals (Indian son)
Sarah Lee Guthrie – vocals (Isadora)
Glenn Fukunaga – bass
Brannen Temple – drums
Michael Longoria – percussions
David Pulkingham – nylon guitar
David Grissom – electric guitar
Joel Guzman – accordion
Steve Wickham – violin
Raffaele Kohler – trumpet
Andrea Parodi – vocals
Claudia Buzzetti – vocals


"Where the wild horses run" is track n.04 of the album Andrea Parodi Zabala


 

Zabala - Track 03 - I piani del signore

A Murder ballad set in North Carolina; a story of a man obsessed by the words of a bigoted mother who told him since he was a child, that someone’s fate depends more on the will of the Lord rather than on our choices. Therefore, every step of the main character’s life was conditioned by his mother’s beliefs until 1953, when she dies of a heart attack a few months after he murdered his own wife.

 

I piani del signore

words & music by Andrea Parodi

 

In North Carolina quand’ero bambino
Aspettavo la neve davanti al camino
Mia madre mi disse tra gioia e dolore
Saranno i piani del Signore

Dalle parti di Jackson sulla strada del mare
Incontrai una ragazza e la portai sull’altare
E tutte le notti facevamo l’amore
Erano i piani del Signore

La quarta notte di ottobre del ‘53
Quando tornai dal lavoro e non venne verso di me
Pendeva dal muro e cambiava colore
Erano i piani del Signore

Venne l’estate e caricai il mio fucile
Guidai la mia Chevy fino al vecchio fienile
Non si era ammazzata vi avevo mentito
Le sparai nella fronte perché mi aveva tradito
Le sparai quattro volte perché mi aveva tradito

In North Carolina c’è ancora la neve
E penso a mia madre che balla e che beve
Quell’inverno a mia madre si fermò il cuore
Erano i piani del Signore


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll – bass
Brannen Temple – drums
Luke Jacobs – acoustic guitar
Alex Valle – acoustic guitar
Larry Campbell – pedal steel, violin, vocals
Teresa Williams – vocals
Joel Guzman – hammond B3


"I piani del signore" is track n.03 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 02 - Elijah quando parla

I always loved films that give voice to a city, especially New York, so that it is not just a background; instead, it is a living and charming character with emotions, moods, and opinions of its own. This song between mystery and passion is set in a seductive Turin. The main character is a woman who is always poised between disillusionment and the desire to live. Elijah is a leap into the unknown. A foreign voice that is frightening. Though, one own’s conscience is oftentimes the most difficult to understand.

 

Elijah quando parla

words & music by Andrea Parodi

 

Gocce e filigrane alle porte della sera
Racchiudi l’universo tra il tuo fiato e la ringhiera
Seduta al bar del corso un per noia o per attesa
La trovi così chic questa nebbia appena scesa

Il vestito che volevi è sempre lì in vetrina
Com’è possibile che non l’abbian notato
E la foto di tua madre che sorride in bianconero
Era bella, bella, da morire
Elijah quando parla non si fa capire

Torino si è fermata per la processione
Anche il cane si è seduto e non abbaia più il tuo nome
Sarà che si fa tardi o è quel suo modo di fissare
Non finisci il tuo Martini e te ne vai senza pagare

E immagini i suoi passi che si fanno più veloci
È ancora lontano il portone di casa
I lampioni sopra il ponte, sembra di essere a Parigi
Ti piace aver paura di morire
Elijah quando parla non si fa capire

Non sai cos’è il mattino e non smetti di tremare
Abbracci tuo marito ma non ti fai abbracciare
Cucini qualche cosa e poi ti affacci dal balcone
E fumi un po’ per gioco o per disperazione

Sogni la tua parte in un film di David Lynch
È stato bello lasciarsi accarezzare
Il telefono è staccato e cambi spesso d’umore
Quanto xanax hai preso per dormire?
Elijah quando parla non si fa capire

 


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll – bass
Brannen Temple – drums
David Grissom – acoustic and electric guitars
Tommy Mandel – hammond B3


"Elijah quando parla" is track n.02 of the album Andrea Parodi Zabala

Zabala - Track 01 - Buon anno fratello

There is a time for every season, and each verse of this song gives it a voice. The solemn winter; reflective, spiritual, like the old age. Spring, the season of childish games, of ancient Mediterranean courtyards; it is childhood, carefree and skinned knees playing football. Summer, the first love, races on the sand, limitless power, and youth. And finally comes fall, the season of poets and songwriters, with its melancholies.

 

Buon anno fratello

words & music by Andrea Parodi

 

C’era un bimbo che nasceva, un uomo che partiva e una donna che piangeva
C’era la neve nella stanza, c’era il sorriso, il vento e la speranza
I tuoi occhi nel mio cuore, la lotta, il pane, c’era l’amore
Dita rotte nel vuoto dell’inferno, c’era la fede, il perdono, c’era l’inverno

C’erano fragole e petali di rosa, e chi sceglieva l’anello per la sposa
C’era il sole, il sale, il silenzio sottoterra, c’era Dio, c’era la guerra
C’erano i gatti stesi nel cortile, c’erano baci abbracci, c’era un Aprile
E bambini col pallone verso sera, c’era il coraggio, la primavera

C’erano onde azzurre e grigliate sulla sabbia, le tue carezze, la gelosia e la rabbia
Ghiaccioli alla menta e corse lungo il fiume, c’era il gallo che perdeva le sue piume
C’era un caldo da far girar la testa, c’erano fuochi in cielo e il paese in festa
Panni stesi e barche rovesciate, c’erano passi, balli, era l’estate

C’erano foglie gialle e rosse lungo i viali, c’era il fango sopra i miei stivali
Un bambino recitava una poesia, c’erano vetri chiusi e una fotografia
Lo sconforto sbatteva le sue ali, c’era la noia e la caccia dei cinghiali
C’era la luna nello stagno… Buon Anno Fratello, Buona Vita Compagno!


Credits

Andrea Parodi – vocals
David Carroll – bass
Brannen Temple – drums
David Grissom – acoustic and electric guitars
Brian Mitchell – piano
Joel Guzman – hammond B3
Claudia Buzzetti – vocals


"Buon anno fratello" is track n.01 of the album Andrea Parodi Zabala

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